L’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza“, la più mumerosa associazione per il NO alla SPA di Banca Popolare di Vicenza, ringrazia tutti i sostenitori e gli associati per il risultato ottenuto ieri che, seppur viziato dai soliti opportunisti cambia voto dell’ultimo secondo, da una macchina della censura che non solo ci ha lasciati fuori dall’informazione ufficiale, ma ci ha censurati anche in sede di assemblea con il nostro Presidente, Luigi Ugone, inserito come ospite rappresentativo e non parlante…. Un risultato che seppur insufficente alla vittoria del NO comunque, nella sostanza, conferma l’assoluta perdita di istituzionalità della banca che, ribadiamo, si troverà svuotato di fiducia con un futuro borsistico incerto.
Ribadiamo l’assoluta perplessità di possibili risultati positivi dell’operazione portata ieri a termine per i suoi modi e tempi e questo a discapito degli azionisti, dei dipendenti e del territorio.
Mese: Marzo 2016
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2016_03_04 Chiacchiere da bar
Ci sorprendiamo nel leggere da vari mezzi di informazione che le associazioni riunite per il NO vengano intercettate non tanto per la qualità del servizio quanto per la povertà dell’informazione visto che tutte le associazioni, anche se non nominate, si sono ritrovate sabato pomeriggio dopo la presentazione del loro piano industriale in un Wine Bar della provincia di Vicenza dove anche noi eravamo presenti e possiamo non solo affermare ma confermare che si è trattato nè più e nè meno che di chiacchiere da bar, di piccoli azionisti della banca che, frustrati dalla vicenda, a pochi giorni dall’assemblea, ancora non sono stati convocati alla stessa dopo aver, nella mattinata, capito dal nostro piano industriale che un’alternativa reale e credibile alla SPA esiste.
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VE L’AVEVAMO DETTO
VE L’AVEVAMO DETTOEcco la fantomatica, l’immaginaria lettera BCE che prima sarebbe arrivata a Veneto Banca (e nessuno l’ha mai vista!) e ora sarebbe arrivata anche a BpVi.
E visto che il giornale di cui sopra si permette una “traduzione libera”, noi ci permettiamo di darvene traduzione dal “gergo giornalistico” –> all’italiano.Scrive il giornale:“si renderebbe necessario adottare misure di vigilanza”1) se l’italiano non è un’opinione, il tempo condizionale significa “POSSIBILITA’” e non certezza. Per cui, in realtà, c’è scritto che potrebbe anche “non rendersi necessaria“2) Poi chiedetevi: cosa significa “misure di vigilanza”? Che arriva un vigile? Che arriva un commissario? Ma, carissimi, un commissario C’E’ GIA’, non è nemmeno socio e si chiama dr. Iorio.Tante parole per un “NON FATTO” !!!E, comunque, VE L’AVEVAMO DETTO più di 2 mesi fa che sarebbe arrivata (ma è mai partita?) questa missiva !Francamente, dai nostri giornali locali, ci attendiamo (all’indicativo presente), in un sussulto di deontologia professionale, un po’ più di originalità, di franchezza e di chiarezza.
