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La finta pace

2016_05_04_gdvDopo che hanno saputo della nostra riunione di sabato 7 maggio ore 09:30 presso il Cinema del patronato Leone XIII a Vicenza, per la messa in mora della banca… fingono la pace su tutti i giornali…. ma noi non ci crediamo più….

 

 

lupo

AVANTI TUTTA !!!


Richiesto incontro con a.d. Atlante

atlante_sm3 maggio 2016 –  Comunicato Stampa – Richiesto incontro con a.d. Atlante

L’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, la più grande associazione di azionisti, unica associazione assieme al coordinemento don Torta a non aver creduto nel progetto borsistico dell’ Istituto Vicentino e aver votato NO alla SPA dopo aver presentato un piano industriale alternativo che spacchettava la banca… data la grave situazione di stallo della Banca Popolare di Vicenza, ha scritto all amministratore delegato di Atlante per un incontro urgente.


Comunicato stampa del 2 maggio 2016

bpvi1Come associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” non possiamo non constatare che il fermo dell’operazione di borsa di BpVi per noi non è una novità. Avevamo proposto ancora prima della quotazione in SPA lo spacchettamento dello banca per mantenerla viva e solida nel territorio. Oggi altre istituzioni economiche confermano quello che noi da mesi continuiamo a gridare inascoltati.


Comunicato stampa del 28 aprile 2016

Category : Comunicati stampa

corteo-megafonoL’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”  aderisce alla manifestazione del 30 aprile 2016 h10:00 PIAZZALE STAZIONE a Vicenza, come a tutte le altre che hanno, come progetto, la tutela del risparmio e dei risparmiatori senza bandiere nè pregiudizi e in piena par condicio.

Chi vuole politicizzare la nostra protesta con noi non ci riuscirà !


DOVE ERAVATE

45.572 è la copertura dei post di questa settimana e 3094 hanno condiviso o commentato i nostri post, per una cifra che supera ampiamente del doppio i giorni dell’assemblea del 5 e del 26 marzo.

Siamo contenti? Oddio, francamente siamo attoniti e ci chiediamo:

Ma prima: DOVE ERAVATE?

– dove eravate quando spiegavamo che i 10-12€ citati dal sole24ore erano solo una quotazione ottimistica?
http://www.ilsole24ore.com/…/pop-vicenza-ecco-vero-valore-d…

– dove eravate quando dicevamo che Unicredit era un gigante con i piedi di gesso e per questo non era possibile che mettesse sul tavolo 1,5 milardi per BpVi !!??
http://www.ilgiornaledivicenza.it/…/ad-di-unicredit-aumento…

– dove eravate quando nei vari incontri sostenevamo che la banca era trita e ritrita e venivamo denigrati e, a volte, trattati come degli stupidi ragazzotti di paese?

– dove eravate quando dicevamo che la SPA sarà un bagno di sangue ( http://www.imolaoggi.it/…/banca-popolare-di-vicenza-sara-u…/ )
e qualun altro sosteneva che sarebbe stata l’unica soluzione?
http://www.vvox.it/2016/02/27/54498/

– dove eravate il 23/1/2016 quando il dr Lugano a Bologna ha anticipato il suo il Piano Industriale alternativo a quello di Iorio, messo a punto lavorando dies noctesque (di giorno e di notte)?

– dove eravate il 27/2 quando il dr. Fabio Lugano (che non esitiamo a definire un genio nella sua materia) ha presentato il Piano Industriale alternativo … sostenuto da economisti come il prof. Scarano e il prof. Rinaldi … al cinema-teatro Leone XIII di Vicenza con 468 persone sedute e almeno altrettante in piedi … censurato e/o liquidato poi da certa stampa e da certi giornalai di provincia come “lo spezzatino” ???

– dove erano i giornalisti che osannavano (e continuano a farlo) BpVi dicendo le solite mezze verità che, per chi legge, si traducono in bugie, in perdite di soldi, in drammi familiari spesso silenziosi ma non per questo meno dolorosi?

– e non vi chiediamo dove eravate (perché abbiamo sentito scuse delle più fantasiore) il 5/3 con il nostro 18% per il NOSPA e il 26/3 quando abbiamo il nostro NO AL BILANCIO (36%) sottovalutati e derisi e insultati nella persona del nostro Presidente?

DOVE ERAVATE?
COSA DOBBIAMO FARE PERCHE’ CI CREDIATE?

ABBIAMO ALTRE POTENTI CARTUCCE da sparare, ma spesso vorremmo trovarci davanti persone che prendono le occasioni quando passano, che vengono alle riunioni quando ci sono, che si informano e leggono come facciamo noi (l’ignoranza è una brutta bestia) e che non cercano di rincorrere il treno quando ormai è già sfrecciato via.

CHIEDIAMO TROPPO?

Spero che tutto quello che è successo sia bastato a chi poteva esserci e non c’era, a chi poteva fare almeno un atto di fede seduto sulla poltrona di casa e non l’ha fatto.

Se non volete farlo per voi, fatelo per chi ha perso tutto e si trova con BpVi alle costole, in 1000 difficoltà e, nonostante tutto, è ancora lì a testa alta.

Noi lo speriamo tanto e scusate lo sfogo ma, per alcuni (non per tutti), ci voleva.

E a questi alcuni lo inviamo senza errore di indirizzo sperando, che almeno questa volta, si sturino le orecchie e ascoltino.
P.S. scusate. Ci siamo dimenticati l’indirizzo di chi diceva che “si va in borsa e poi si vede”. Complimenti per la lungimiranza.


2016_04_22_Comunicato stampa

bucoIn considerazione dei dati trimestrali della gestione Popolare di Vicenza, assolutamente peggiori di quanto pronosticato dagli organi direttivi durante l’illustrazione del piano industriale, riteniamo l’aumento di capitale l’ennesimo buco senza fondo come peraltro da noi già preannunciato in fase di assemblea durante la trasformazione in SPA.


BCE: Ipse Dixit

16 Aprile 2016 –  BANCA CENTRALE EUROPEA

Innanzitutto un caloroso buon giorno a tutti.
Ci scusiamo per l’ennesimo disturbo ma volevamo rendere pubblica l’ultima delle tante missive che ci siamo scambiati con Banca Centrale Europea.Si tratta di una email, da noi scritta il 21 di marzo, su sollecitazione di BCE stessa e che potete trovare a questo link:
www.noichecredevamonellabpvi.com/images/2016_03_21_noiche–>ECB.jpg

E poi leggete la risposta che, a contanta domanda, ci ha restituito BCE:
www.noichecredevamonellabpvi.com/images/2016_04_14_ECB–>noiche.jpgNoi non ci permettiamo di commentare pubblicamente una lettera di un così alto Istituto.
Fatelo voi, se credete

Cordiali saluti


Associazione
“Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”


2016_03_26 Comunicato Stampa

2016_03_26_assemblea_bpviNon passa l’azione di responsabilità proposta dalla dirigenza di Banca Popolare di Vicenza durante l’assemblea per diversi motivi, tra i quali, da non sottovalutare, la pressione di convincimento fatta dalla dirigenza stessa su tempi inopportuni e modi. Orgogliosi comunque di rappresentare un 38% di azionariato dinamico. Inopportuno il voto sul bilancio. Scandaloso il voto sugli incentivi alla dirigenza che, ricordiamo, resta comunque una delle più pagate del mondo bancario italiano.


2016_03_23 Comunicato Stampa

bpviRestiamo indignati dal fatto che le promesse di questa governance hanno le stesse fondamenta delle promesse della vecchia governance, scandalizzati dal fatto che, al contrario di quanto promesso, non si sia data priorità all’azione di responsabilità come punto all’ordine del giorno della prossima assemblea del 26/3 di Banca Popolare di Vicenza, come invece lasciato intendere più volte dai vertici della Banca.

Impossibile per noi, piccoli e medi azionisti, oggi, votare SI a un bilancio che prevede compensi milionari a una governance che ha distrutto il 90% del valore della Banca.


Wall Street Journal

wsj

The Banker Who Is No Longer Welcome in Restaurants

One midsize lender’s travails highlight Italy’s struggle to resuscitate its troubled banks

gianni-zonin-1Gianni Zonin resigned as chairman of Banca Popolare di Vicenza, as the Italian bank was dogged by bad loans, thin capital and questions about the legality of some business practices. Photo: Cesareo/Fotogramma/Ropi/ZumaPress

VICENZA, Italy—To mark the 150th anniversary of Banca Popolare di Vicenza SpA, Executive Chairman Gianni Zonin rented out a local convention center to host a high-profile conference that would be attended by Italy’s top finance executives.

It never happened. Mr. Zonin resigned in November, his bank dogged by bad loans, thin capital and questions about the legality of some business practices. The bank, which had planned to open its 1,000th branch this year, instead will close 150 and is likely to be swallowed up by a stronger competitor.

The afflictions of a midsize bank in this ancient northeastern Italian town are emblematic of the banking crisis that still plagues the eurozone’s third-largest economy — as well as other spots across the continent. In a move to clean up the sector, Italy struck a deal with the European Commission late Tuesday that will help its banks bundle up their bad loans and sell them off via new securities with government guarantees.

The agreement with the European Union’s executive arm is aimed at restoring the banking sector’s health and giving a boost to Italy’s economic recovery. But it will be a big job for a government that has been trying without much success to defuse the problem. One question is the affordability of the government guarantees, which according to the deal have to be priced at market rates.

Six years after the sovereign-debt crisis first gripped the eurozone, Italy’s banking system is choking. An index of Italian bank shares slumped nearly 25% at the start of this year, during a period when European bank stocks were down 17%, although it partly rebounded last week.

Italian banks are among the Continent’s least profitable, and their books are clogged with €276 billion ($299 billion) of bad loans, more than any other European country, according to the European Banking Authority. Many banks don’t make enough money to write off the poor loans, so they fester—prolonging the mess and making it harder for banks to make loans.

Italy’s struggles underscore the glacial pace of banking overhaul across Europe. Despite years of restructuring, bankers and investors still point to pockets of undercapitalized European banks, which could need to raise up to $35 billion of equity this year, according to Citigroup analysts. Deutsche Bank AG and Austria’s Raiffeisen Bank are among those that bankers and analysts suspect might have to raise capital. A Raiffeisen spokesman said the bank has no plans to do so. A Deutsche Bank spokesman declined to comment.

But the problems are most pronounced in Italy, which suffers from a highly fragmented and overextended banking system. And Banca Popolare di Vicenza is an object lesson in how those problems have played out. Prosecutors have opened a criminal investigation. Hundreds of workers are losing their jobs.

Mr. Zonin, a 78-year-old wine producer, has gone from respected leader to pariah, banned from a half-dozen restaurants and heckled at his church, residents say.

“If I see Mr. Zonin on the street, I take a side street,” said  Luigi Ugone, a bank shareholder who was recently part of a protest against the bank in the center of Vicenza. “I don’t even want to see him.”

Through a lawyer, Mr. Zonin declined to comment. A Popolare di Vicenza spokeswoman declined to comment.

Like other Italian banks, Banca Popolare di Vicenza came through the financial crisis largely unscathed, touting its close ties to local businesses in the rich Veneto region.

Under Mr. Zonin, it continued to snap up local competitors. The bank was a key part of the local fabric, sponsoring the city’s soccer team and helping pay for a theater. A Vicenza taxi driver said he and his colleagues used to pick up flowers and other gifts from shops in the town center and bring them to Mr. Zonin’s house.

But as Italy’s economy slowed, the bank struggled to raise funds to pass a 2014 financial-health exam. As a mutual, it didn’t have publicly traded shares that it could sell to drum up cash. Instead, Popolare di Vicenza sold its unlisted shares to retail customers, sometimes as a condition for getting a loan, according to customers and their lawyers. The bank declined to comment.

At first, Popolare di Vicenza appeared to have scraped by the test. But the European Central Bank probed its numbers. The bank previously disclosed that it had issued €975 million of loans linked to the purchase of its shares. The regulator ordered it to deduct the amount raised from its capital base, arguing that those shares represented lower-quality capital. As a result, its capital buffers fell below the required minimum levels, it said.

Shareholders sued, claiming they were duped into buying the shares. Mr. Zonin started using a side entrance to access the bank’s headquarters to avoid angry locals. Police raided its offices, according to Popolare di Vicenza.

“This is the bank which worked most with local companies and households,” said Antonino Cappelleri, head of the Vicenza prosecutors’ office. “If shares are bound to lose two-thirds of their value, it will be a disaster for the local economy.”

Mr. Zonin stepped down as chairman in November. He and three other former executives are under investigation over alleged stock manipulation, obstructing regulators and extortion, according to a person familiar with the investigation. Mr. Zonin and the three former executives declined to comment.

The bank’s new management is rushing to convert Popolare di Vicenza into a limited company and then to sell €1.5 billion of equity and eventually find another bank to merge with.

Executives are touring northern Italy to convince shareholders to support the change, but they are encountering resistance from locals who fear the impact on the Vicenza economy.

“If it happens, we will lose all our money,” says Daniele Marangoni, an unemployed 47-year-old who says he acquired shares as a condition of getting a loan.

Locals are no longer delivering flowers to Mr. Zonin’s house.

At a recent Sunday mass, residents in the area said fellow churchgoers loudly heckled the deposed executive.

Write to Giovanni Legorano at giovanni.legorano@wsj.com and Max Colchester at max.colchester@wsj.com

You can read the original article on:

http://www.wsj.com/articles/italy-scrambles-to-resuscitate-banks-1453810527#livefyre-comment